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  • 9th May 2017 - 13:55 UTC
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07.05.2017 – Blocher annuncia lotta dura alla libera circolazione, ma il Nomes non ci sta

La Regione, 7 maggio 2017.

Christoph Blocher ci riprova. Venticinque anni dopo il “no” allo Spazio economico europeo, il presidente fondatore dell’Asni ed ex consigliere federale ha invitato ieri la base del movimento a una nuova lotta contro quello che lui definisce “l’incatenamento pianificato” all’Unione europea.

Tra lunghi e ripetuti applausi Blocher ha invitato i circa 500 delegati dell’Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente riuniti a Berna a “concentrarsi pienamente e interamente sul grande obiettivo”. Cioè? Applicare “la fine della libera circolazione già decisa a livello costituzionale” e impedire, appunto, “l’incatenamento pianificato all’Ue”.

L’ex consigliere federale faceva allusione a un possibile accordo-quadro o istituzionale che Berna vorrebbe ottenere quest’anno. “Uno svizzero tutto d’un pezzo non accetta cose simili”, ha detto Blocher.

Altri svizzeri però la pensano diversamente e oggi si sono fatti sentire. Parliamo del Nomes (Nuovo movimento europeo svizzero), che invita ad impegnarsi per preservare “le libertà europee”, a cominciare da quella libera circolazione, di cui godono migliaia di svizzeri dentro e fuori i confini nazionali.

Il Nomes annuncia così una “campagna attiva” contro l’iniziativa annunciata da Blocher. Come si legge in un comunicato, pensando alle migliaia di svizzeri che vivono e lavorano in Europa, “la fine della libera circolazione delle persone significherebbe non soltanto la messa in discussione della loro esistenza, ma pure del benessere di tutta la Svizzera”.

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