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  • 1st October 2018 - 08:16 UTC
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Editoriale del 27 settembre 2018

Care lettrici, cari lettori,

Meglio tardi che mai: oggi si svolge un dibattito sulle relazioni tra la Svizzera e l’UE presso il Parlamento svizzero. Tuttavia, come osservatrici e osservatori della politica europea svizzera, non abbiamo l’impressione che, per il momento, possiamo aspettarci progressi reali su questo tema. Questo, un po’ cinicamente, suggerisce che il “tardivo” potrebbe trasformarsi in un “anche più tardi”. L’ipotesi è strettamente legata al fatto che purtroppo in Svizzera non esiste una strategia chiara in questo settore, il che lascia il Numes con molte possibilità di azione che stiamo attualmente sviluppando sotto forma di una “roadmap”. Perché, a differenza della maggior parte degli altri attori svizzeri nella politica europea, sappiamo quello che vogliamo e quello che chiediamo.

Le sessioni parlamentari federali sono per noi un periodo intenso e generalmente istruttivo. Da molti anni il Numes è responsabile del segretariato del gruppo parlamentare “Svizzera-UE”. Questo gruppo – che riunisce un totale di 60 parlamentari di entrambe le Camere federali – ci permette, in un contesto non pubblico, di avviare discussioni e di organizzare sessioni informative. Ciò è quanto è avvenuto ieri, durante la revisione dei dibattiti in corso sull’accordo quadro, e ha rivelato in sintesi che i vari attori politici svizzeri attendono la prossima azione da parte del loro avversario politico.

Più tardi quel giorno, per la prima volta, abbiamo fatto una visita guidata al Palazzo federale, con la sezione di Zurigo del Numes. Al termine della visita, Martin Naef, co-presidente del Numes, e Christa Markwalder, ex presidente del Numes, hanno incontrato le e i partecipanti e hanno fornito loro diverse informazioni sul funzionamento del Parlamento e sugli sviluppi attuali della politica europea. Incoraggiamo vivamente altre sezioni a fare lo stesso: le visite parlamentari consentono, da un lato, la presentazione dei lavori svolti dai rappresentanti del Numes al Palazzo federale e, dall’altro, il rafforzamento degli scambi tra le e i membri. Le date delle prossime sessioni sono state fissate e non vediamo l’ora di vedervi.

Cordialmente,

Lukas Wegmüller

Co-Segretario generale del Numes

 

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