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1998-oggi: un impegno per l’adesione

VIP PER L’ADESIONE

Durante i suoi diciassette anni d’esistenza, il Numes ha portato un numero considerevole di personalità politiche, scientifiche e culturali così come rappresentanti delle collettività pubbliche a dichiararsi apertamente a favore dell’adesione. Ricordiamo a questo proposito la campagna per il “Sì all’Europa!” e il manifesto per l’apertura dei negoziati d’adesione. Più recentemente, gli Stati Generali europei, organizzati nel 2014, hanno riunito quasi 200 persone, fra cui numerose personalità del mondo politico e universitario. 

PILASTRO DI UNA POLITICA ESTERA DI APERTURA

Il Numes si è impegnato attivamente in occasione delle quattro votazioni popolari sui rapporti bilaterali con l’UE, difendendo posizioni chiaramente proeuropee. In questo modo è diventato il portavoce dei cittadini-e proeuropei, senza cui, e ciò è valido ancora oggi, alcuna politica europea di apertura non potrà ottenere la maggioranza. Col suo impegno a favore dell’ONU, il Numes ha pure contribuito a stabilire un precedente di grande importanza per la lotta proeuropea. Nel 2014, due campagne sono state condotte da Numes: quella contro l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” (purtroppo perduta) e quella contro “Ecopop” (chiaramente vinta). Il 9 febbraio 2014 ha esordito una nuova era della politica europea. In effetti, gli accordi bilaterali sono stati irrimediabilmente rimessi in causa e nuove relazioni con l’UE devono essere edificate. Di conseguenza, numerosi sono coloro che hanno considerato il Numes come la soluzione della problematica e quasi il 20% di nuovi membri è stato accolto nel 2014. 

SOSTEGNO ELETTORALE AI POLITICI-CHE PROEUROPEI-E

Al di là delle votazioni, le elezioni – federali o cantonali – sono sempre state valorizzate dalla nostra organizzazione per presentare i candidati e le candidate proeuropei. Il “europe label”, lanciato durante le elezioni federali del 2013, è stato adoperato da molte centinaia di “portatori” di ogni ambito politico. L’Europa resta così un tema altamente emozionale, ciò che confermano d’altronde le cifre di partecipazione agli scrutini legati alla politica europea. Per le elezioni federali del 2015, il Numes ha lanciato la sua piattaforma di sostegno ai candidati, sulla quale ciascuno di essi potrà presentare il suo slogan europeo.

SENSIBILIZZAZIONE DEI GIOVANI

L’organizzazione dei giovani di Numes, la yes, dà anch’essa prova di grande entusiasmo e dinamismo per sensibilizzare la gioventù svizzera alle questioni europee. Con i suoi progetti «europe@school» e «challenge europe», essa permette ai giovani di conoscere l’UE per esperienza diretta e tramite contatto personale.

DIFFUSIONE DEI VALORI EUROPEI IN SVIZZERA

In qualità di complemento del suo lavoro di convincimento, il Numes ha incoraggiato la propagazione dei valori europei di solidarietà, pluralismo e federalismo presso l’opinione pubblica. Onde fare ciò, ha saputo approfittare della giornata europea del 9 maggio, assegnando in particolare un “Premio Europa” e imbastendo delle commemorazioni storiche come il duecentesimo del Congresso di Vienna celebrato dallo storico Hans-Ulrich Jost e pubblicando un opuscolo (à télécharger).

ARGOMENTI CONVINCENTI PER L’ADESIONE

Con il completamento delle proprie prese di posizione, la creazione della propria piattaforma elettorale e il suo nuovo sito internet, Numes ha potuto mostrare alle svizzere e agli svizzeri che l’Unione europea non è una tigre di carta, ma un forum di decisioni ben reale che influenza considerevolmente la nostra vita quotidiana. Tuttavia, dopo il 9 febbraio, Numes sensibilizza la popolazione nei confronti dei nuovi ostacoli che si sono frapposti tra la Svizzera e l’Unione europea dopo la rescissione di certi accordi (come ad esempio Erasmus o Horizon2020).

DIFESA DEGLI INTERESSI DEI PROEUROPEI-E

Il Numes si posiziona come un attore competente e credibile sulla scena federale per mezzo dell’intermediazione del Gruppo parlamentare Svizzera-UE intrattenendo legami stretti con i suoi partner della società civile e partecipando in modo critico ai processi di consultazione del Consiglio federale.

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