Su di noi > Il gruppo parlamentare Svizzera-Unione europea

Riunioni del Gruppo parlamentare “Svizzera-UE”

SESSIONE PRIMAVERILE 2015 – «MESSA IN OPERA DELL’ARTICOLO 121A: ANALISI DELLA PROPOSTA DEL CONSIGLIO FEDERALE»

“Il rischio di non trovare una soluzione con l’UE è reale, anche se dobbiamo quanto meno riflettere sulle conseguenze possibili”, ha dichiarato Jakob Kellenberger durante una riunione del gruppo parlamentare “Svizzera-UE”. Presente nella sala delle sedute dell’UDC a fianco della Presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e del direttore del Global Studies Institute di Ginevra, Nicolas Levrat, l’ex diplomatico ha discusso a proposito della messa in atto dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Nonostante il bel tempo, non meno di 100 membri del parlamento e invitati di prestigio si sono riuniti nel Palazzo federale per analizzare il doppio approccio del Consiglio federale, così come le clausole di salvaguardia e l’incertezza attuale. Il gruppo parlamentare, presieduto da Doris Fiala, Martin Naef e Francine John-Calame, si impegna per promuovere un dibattito costruttivo e aperto sull’Europa.

Rapporto in esteso (fr)

 

SESSIONE PRIMAVERILE 2014 – DISCUSSIONE SULL’INIZIATIVA CONTRO L’IMMIGRAZIONE DI MASSA: COME METTERLA IN OPERA? 

Numerosi politici ed esperti si sono incontrati il 19 marzo al Palazzo federale per discutere della messa in opera dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Questa discussione si è svolta nel quadro del gruppo parlamentare “Svizzera-Europa” costituito dal Numes. Esso ha pure organizzato l’evento. I tre relatori invitati hanno chiaramente sottolineato che la Svizzera deve risolvere un dilemma difficile a seguito dell’accettazione dell’iniziativa: se quest’ultima fosse messa in opera scrupolosamente, gli accordi bilaterali I dovrebbero essere aboliti, ciò che in ogni caso non sarebbe accettato dal popolo.

Rapporto in esteso (fr)

 

SESSIONE INVERNALE 2013 – DISCUSSIONE CON L’AMBASCIATORE DELL’UE IN SVIZZERA E NEL LIECHTENSTEIN SULLE CONSEGUENZE DELL’INIZIATIVA “CONTRO L’IMMIGRAZIONE DI MASSA”

La Svizzera è in piena crescita. Quando pensiamo che all’inizio del XX secolo solo 3,3 milioni di persone vivevano in Svizzera, oggi sappiamo che essa conta 8 milioni di abitanti. Le infrastrutture e il mercato del lavoro hanno raggiunto i loro limiti. L’immigrazione è ancora in buona salute? Questo è stato il tema delle discussioni dei parlamentari e degli esperti nel dicembre 2013 durante l’evento del gruppo parlamentare “Svizzera-UE” e la tavola rotonda “politica migratoria”. L’aumento apparente del numero di persone residenti in Svizzera allarma la popolazione. In febbraio si voterà sull’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” dell’UDC che vuole limitare l’immigrazione grazie all’introduzione delle quote. Il modello non è tuttavia compatibile con l’attuale accordo di libera circolazione. Così, essendo tutti gli accordi bilaterali I legati alla “clausola gigliottina”, una volta rimossa, la libera circolazione delle persone potrebbe far cadere tutto il pacchetto dei Bilaterali I. Per Richard Jones, ambasciatore dell’UE in Svizzera e nel Liechtenstein, è chiaro che l’UE non può accettare delle quote da parte svizzera. “Se la Svizzera vuole controllare l’immigrazione per mezzo delle quote, essa deve allora abolire la libera circolazione delle persone”. L’ambasciatore ritiene che una rinegoziazione dell’accordo con una Svizzera costretta a introdurre delle quote non sarebbe possibile per l’UE. Tuttavia, mette in evidenza la vasta esperienza che la popolazione svizzera vanta nel prendere decisioni importanti ed è certo che il popolo non permetterà di mettere in pericolo la libera circolazione delle persone e le buone relazioni con l’UE.      

Rapporto in esteso (fr)

Non ci sono commenti

Your email will not be published
Cancel reply