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  • 15th October 2018 - 11:07 UTC

Editoriale del 11 ottobre 2018

Care lettrici, cari lettori,

Passano le settimane, l’attesa continua: ci sarà un accordo istituzionale? La nuova scadenza fissata dall’Unione Europea (UE) scade lunedì prossimo. I negoziatori svizzeri non sembrano aver perso la speranza di concludere uno – siamo alla fine del nostro percorso, ci viene detto (da diversi mesi). Un po’ di pazienza..

Stiamo attraversando un periodo cruciale per il futuro del posto della Svizzera in Europa, con le votazioni, i negoziati in corso su un accordo istituzionale con l’UE, le elezioni europee e federali del 2019 e soprattutto il rinnovo parziale del Consiglio federale.

La corsa per la successora o il successore alla signora Leuthard e al signor Schneider-Ammann è stata lanciata e il suo esito avrà certamente un impatto sulla condotta della politica europea della Svizzera. Schneider-Ammann, insieme alla collega socialista Sommaruga e al capo della diplomazia svizzera Cassis, è infatti uno dei sette saggi che hanno portato la questione europea al Consiglio federale. Anche la signora Leuthard, in virtù della sua anzianità, delle sue relazioni con la democrazia cristiana europea – la famiglia politica dell’attuale Presidente della Commissione europea, Juncker – e delle dimensioni del dipartimento che dirige, ha svolto un ruolo chiave in materia, in particolare durante la sua presidenza della Confederazione lo scorso anno.

I due seggi vacanti rimasti non sono pertanto irrilevanti. Di fronte ai membri socialisti del Collegio il cui partito è lacerato internamente quando si tratta dell’attuazione della sua politica europea, e dell’Unione democratica centrale che ha l’obbligo di mantenere la linea antieuropea di Blocher. I profili dei successori di Leuthard e Schneider-Ammann, nonché la loro conoscenza preliminare delle questioni europee, decideranno come si svilupperanno le relazioni tra la Svizzera e l’UE nei prossimi mesi e anni. Le sfide sono tali che non possiamo permetterci una completa paralisi del governo a causa di una mancanza di conoscenza tecnica e politica della questione da parte delle e dei suoi membri.

È quindi gratificante vedere la signora Keller-Sutter lanciarsi nella corsa: in qualità di Presidente in carica del Consiglio degli Stati e capo della delegazione EFTA/UE al Parlamento europeo, conosce perfettamente la questione europea. Quindi non c’è il rischio, dopo la sua probabile elezione, che ci troveremo con un novizio in materia – come è invece il caso del signor Cassis. Speriamo che il Partito Democratico Cristiano possa trovare candidate e candidati con una base altrettanto solida.

Raphaël Bez

Co-Segretario generale del Numes

 

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